• Credito e liquidità per famiglie e imprese, dati MEF: richieste al Fondo di Garanzia PMI per 223 miliardi

    Informazione Fiscale Jan 26, 2022 | 18:20 pm

    Credito e liquidità per famiglie e imprese, dati MEF: richieste al Fondo di Garanzia PMI per 223 miliardi

    Credito e liquidità per famiglie e imprese, le richieste di garanzie di finanziamenti al Fondo di Garanzia PMI ammontano a circa 223 miliardi di euro. A renderlo noto sono i dati contenuti nel comunicato congiunto della task force, incaricata del monitoraggio delle misure dei provvedimenti emergenziali. Al 25 gennaio 2022 le garanzie di SACE raggiungono i 32,4 miliardi di euro.

    Credito e liquidità per famiglie e imprese, continuano le rilevazioni sulle somme distribuite in base alle misure dei provvedimenti emergenziali.

    I dati MEF aggiornati sono stati diffusi attraverso il comunicato stampa numero 18 del 26 gennaio 2022.

    Le richieste relative a garanzie per nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese, presentate al Fondo di Garanzia per le PMI, raggiungono il valore di circa 223 miliardi di euro.

    Gli importi concessi sulla base di “Garanzia Italia” di SACE, arrivano a circa 32,4 miliardi di euro, per un totale di oltre 4 mila richieste.

    Credito e liquidità per famiglie e imprese, dati MEF: richieste al Fondo di Garanzia PMI per circa 223 miliardi di euro

    Continuano gli aggiornamenti sul credito e liquidità per famiglie e imprese, previsti sulla base dei diversi provvedimenti emergenziali.

    I dati sono stati diffusi dal comunicato stampa numero 18 del 26 gennaio 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e della task force incaricata del monitoraggio.

    Il valore complessivo delle garanzie per nuovi finanziamenti bancari richieste da micro, piccole e medie imprese attraverso il Fondo di Garanzia per le PMI, si attesta a circa 223 miliardi di euro.

    MEF - Comunicato stampa numero 18 del 26 gennaio 2022
    Comunicato congiungo di Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace.

    I dati vengono forniti sulla base delle rilevazioni della task force costituita da:

    • Ministero dell’Economia e delle Finanze;
    • Ministero dello Sviluppo Economico;
    • Banca d’Italia;
    • Associazione Bancaria Italiana;
    • Mediocredito Centrale;
    • SACE.

    Attraverso il programma “Garanzia Italia” di SACE, sono stati garantiti prestiti per circa 32,4 miliardi di euro. Il totale delle richieste ricevute ammonta a 4.384.

    Prendendo in considerazione l’intero periodo pandemico, dal 17 marzo 2020 al 25 gennaio 2022, il MEF e il Mediocredito Centrale (MCC) rendono noto che sono 2.591.426 le richieste di garanzie, pervenute all’apposito fondo e destinate a favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

    I principali rilevamenti delle misure previste dal decreto Cura Italia e dal decreto Liquidità sono aggiornati a ieri, 25 gennaio 2022.

    Credito e liquidità per famiglie e imprese: richieste tramite SACE per 32,4 miliardi di euro

    Le domande relative alle misure introdotte con i decreti Cura Italia e Liquidità sono 2.574.216, per un importo complessivo di circa 221,3 miliardi di euro.

    Prendendo in considerazione la tipologia:

    • 1.179.715 riguardano finanziamenti fino a 30.000 euro, per complessivi 23 miliardi di euro che possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore;
    • 694.894 garanzie per moratorie di cui all’art. 56 del DL Cura Italia per un importo finanziato di circa 27,1 miliardi di euro.

    Alla data odierna, le operazioni accolte sono 2.573.638 operazioni, 2.556.772 delle quali si riferiscono ai primi due decreti emergenziali DL Cura Italia e Liquidità.

    Per quanto riguarda i prestiti garantiti attraverso lo strumento SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza coronavirus, 9,9 miliardi di euro riguardano sedici operazioni garantite attraverso la procedura ordinaria prevista dal Decreto Liquidità.

    Si tratta di finanziamenti destinati a imprese di grandi dimensioni: con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro.

    Quasi il doppio delle somme sono garantite tramite procedura semplificata, circa 22,4 miliardi di euro.

    Il comunicato stampa sottolinea inoltre che le richieste sono state:

    gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.

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  • Reddito di cittadinanza agli stranieri solo con permesso di soggiorno di lunga durata

    Informazione Fiscale Jan 26, 2022 | 18:15 pm

    Reddito di cittadinanza agli stranieri solo con permesso di soggiorno di lunga durata

    Reddito di cittadinanza per gli stranieri: per la Corte Costituzionale non è discriminatorio destinare la misura solo a coloro in possesso di permesso di soggiorno di lunga durata. Lo stabilisce con la sentenza n. 19/2022.

    Reddito di cittadinanza agli stranieri: con la sentenza n. 19/2022 la Corte Costituzionale stabilisce che è ragionevole erogarlo solo a coloro che sono in possesso di permesso di soggiorno di lunga durata.

    La questione di legittimità è stata sollevata dal Tribunale di Bergamo, che ha ritenuto discriminante erogare la misura solo agli stranieri stabilmente residenti in Italia, e non anche a coloro che hanno un permesso unico di lavoro o un permesso di soggiorno di almeno un anno.

    La Corte Costituzionale ha quindi approfondito la natura del reddito come misura di politica attiva del lavoro, e non mero strumento assistenziale per rimediare ad uno stato di bisogno.

    Soggiornare stabilmente in Italia è dunque un requisito collegato alla realizzazione del progetto di inserimento lavorativo e di inclusione sociale, cui è finalizzato il reddito di cittadinanza.

    Reddito di cittadinanza agli stranieri solo con permesso di soggiorno di lunga durata

    La Corte Costituzionale ha dichiarato ragionevole la norma che prescrive che un cittadino di uno Stato extra UE percepisca il reddito di cittadinanza solo se è in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata.

    La sentenza n. 19/2022 scardina quindi la questione di legittimità costituzionale posta dal Tribunale di Bergamo.

    Quest’ultimo, come sopra anticipato, ha sollevato il dubbio sulla costituzionalità del reddito di cittadinanza erogato solo agli stranieri residenti stabilmente in Italia.

    Secondo il Tribunale di Bergamo, poiché il reddito è una “prestazione essenziale diretta a soddisfare bisogni primari della persona umana”, il requisito del possesso del permesso di soggiorno di lunga durata crea una discriminazione tra i cittadini e gli stranieri.

    Sono infatti esclusi dal reddito tutti coloro che hanno il permesso unico di lavoro o il permesso di soggiorno di almeno un anno, e che possono trovarsi in stato di bisogno.

    Un’esclusione che secondo il Tribunale è in contrasto con gli articoli 2, 3, 31, 38 e 117 della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 14 CEDU, e con gli articoli 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

    Tuttavia, ha evidenziato la Corte Costituzionale, in Italia esistono già misure assistenziali fondate sul solo stato di bisogno e misure di contrasto alla povertà, finalizzate a soddisfare bisogni primari dell’individuo.

    Rispetto a queste la legge non deve realizzare discriminazioni tra cittadini e stranieri.

    Il reddito di cittadinanza, invece, non persegue un fine assistenziale, ma di inserimento lavorativo e di integrazione sociale.

    Affinché ciò sia possibile, è richiesto un orizzonte temporale lungo, per il quale è ragionevole che lo straniero che percepisca il reddito sia residente in Italia a tempo indeterminato.

    Comunicato stampa Corte Costituzionale su sentenza 19/2022
    Comunicato stampa Corte Costituzionale su Reddito di cittadinanza stranieri con permesso di soggiorno di lunga durata.

    Reddito di cittadinanza per stranieri con permesso di soggiorno lungo: i requisiti e la natura dello strumento

    A tal proposito si ricorda che la legge 4/2019, all’articolo 2, prevede che possono ricevere il reddito di cittadinanza i cittadini italiani, o di un Paese UE, o di un Paese terzo con permesso di soggiorno di lungo periodo, che risiedano in Italia da almeno 10 anni.

    Altro requisito essenziale è che i percettori prestino la loro immediata disponibilità al lavoro, e sottoscrivano un patto per il lavoro e per l’inclusione sociale.

    L’erogazione del reddito, inoltre, è a termine: i beneficiari lo ricevono per 18 mesi, ulteriormente rinnovabili.

    La realizzazione di un percorso di accompagnamento all’integrazione, che comporti assunzione di impegni da parte del beneficiario, e la durata del reddito, lo rendono uno strumento di politica attiva finalizzato all’inserimento lavorativo e sociale.

    Come evidenziato dalla Corte, il fatto che lo straniero risieda in modo stabile in Italia appare quindi un requisito ragionevole affinché si realizzi l’obiettivo perseguito con il reddito di cittadinanza.

    In base a questa ricostruzione del reddito di cittadinanza, la Corte Costituzionale ha dichiarato che non è pertanto incostituzionale destinarlo agli stranieri residenti in Italia con permesso di soggiorno di lunga durata.

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  • INPS, Green Pass obbligatorio per l’accesso agli uffici dal 1° febbraio 2022

    Informazione Fiscale Jan 26, 2022 | 17:41 pm

    INPS, Green Pass obbligatorio per l’accesso agli uffici dal 1° febbraio 2022

    Dal 1° febbraio si potrà accedere alle sedi INPS esibendo il Green Pass base, altrimenti si potrà optare per la modalità da remoto, tramite ricontatto telefonico o web-meeting. I dettagli nel comunicato dell'Istituto pubblicato il 26 gennaio 2022.

    A partire dal 1° febbraio 2022, per accedere alle sedi INPS sarà necessario il Green Pass, fino al termine dello stato d’emergenza.

    Prima di accedere sarà in ogni caso necessaria la prenotazione, che si può effettuare sul portale INPS, tramite App o per telefono.

    L’obbligo di Green Pass per accedere agli uffici INPS è stato disposto dal Decreto Legge 1/2022 che, dal 1° febbraio, ha esteso l’obbligatorietà della certificazione verde per l’accesso a pubblici uffici, servizi bancari e finanziari e attività commerciali.

    La regola non si applica per i ragazzi con meno di 12 anni e per i soggetti esentati dalla vaccinazione da idonea certificazione medica.

    A diffondere le istruzioni sulle nuove modalità di accesso agli uffici dell’INPS è il comunicato stampa del 26 gennaio 2022.

    INPS, Green Pass obbligatorio per l’accesso agli uffici dal 1° febbraio 2022

    Per entrare fisicamente negli uffici INPS, compresi gli sportelli, dal 1° febbraio 2022 sarà necessario esibire il Green Pass base.

    Per accedere sarà quindi sufficiente effettuare un tampone antigenico, rapido o molecolare con risultato negativo.

    Quest’obbligo durerà per tutto lo stato d’emergenza quindi, ad oggi, fino al 31 marzo 2022.

    L’avviso è stato diramato dall’INPS con il comunicato del 26 gennaio.

    L’obbligo non riguarda i ragazzi al di sotto dei 12 anni e coloro che sono esentati da idonea certificazione medica.

    In alternativa, i cittadini possono scegliere di:

    • essere ricontattati telefonicamente dai funzionari INPS;
    • utilizzare il servizio web-meeting.

    Accesso fisico, o remoto tramite telefono e web, sono le due modalità che l’Istituto mette a disposizione dei cittadini per usufruire dei suoi servizi.

    Dal 1° febbraio, per effetto del Decreto Legge 1/2022, l’obbligo di Green Pass si estenderà quindi agli pubblici uffici, ai servizi bancari e finanziari e alle attività commerciali.

    L’obbligo per parrucchieri, barbieri, centri estetici e istituti penitenziari è in vigore già dal 20 gennaio; per i bar, ristoranti, alberghi, palestre, trasporto pubblico e impianti di risalita è operativo sin dal 10 gennaio.

    Comunicato stampa INPS 26 gennaio 2022
    Comunicato stampa INPS sulle modalità di accesso alle sedi dal 1° febbraio 2022.

    Uffici e sportelli INPS: per accedere serve la prenotazione

    Nel comunicato stampa diffuso il 26 gennaio, l’INPS sottolinea la necessità di prendere appuntamento per accedere agli sportelli.

    La prenotazione può essere effettuata tramite:

    • portale INPS al link www.inps.it:
      • nell’area personale MyINPS attraverso la funzione Prenota; oppure cliccando sul servizio Sportelli di sede, accessibile dal link Trova la sede;
    • App INPS mobile, con la funzione Sportelli di sede;
    • Contact Center tramite servizio automatico vocale di prenotazione sportelli di sede o con il supporto degli operatori:
      • al numero 803164 da telefono fisso, oppure 06164164 da cellulare.

    Per effettuare la prenotazione tramite portale INPS o App bisogna:

    • inserire il codice fiscale e il motivo dell’accesso;
    • indicare la sede INPS di competenza, se richiesta;
    • scegliere il giorno e l’ora dell’appuntamento;
    • comunicare il numero di telefono cui verrà inviato un SMS con i dettagli della prenotazione.

    Al momento della prenotazione il cittadino può decidere se prenotare un appuntamento presso lo sportello fisico o da remoto.

    Infine l’INPS ricorda che dal 15 ottobre 2021 è attivo il servizio Prima accoglienza.

    Durante i giorni e gli orari lavorativi, i cittadini possono recarsi senza appuntamento presso le filiali metropolitane e provinciali, le direzioni provinciali e le agenzie complesse, esibendo il Green Pass, e prenotare personalmente l’accesso agli sportelli di sede.

    Altre informazioni sono consultabili al portale INPS nella sezione Contatti - Accedere alle sedi INPS.

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