• Calcolo stipendio netto mensile: esempio e istruzioni

    Informazione Fiscale Jan 20, 2021 | 20:09 pm

    Calcolo stipendio netto mensile: esempio e istruzioni

    Come effettuare il calcolo dello stipendio netto partendo dal lordo? Una guida per orientarsi con tutte le istruzioni e un esempio numerico per comprendere come arrivare a calcolare la retribuzione mensile.

    Stipendio netto: come si calcola il netto, partendo dal lordo? Per arrivare alla cifra bisogna considerare una serie di fattori ed è una procedura non certo facile.

    Per effettuare il calcolo dello stipendio netto, quindi, è necessario soffermarsi con attenzione sulle istruzioni per calcolare l’importo della retribuzione mensile e tenere conto di alcuni dati fondamentali.

    Per calcolare lo stipendio mensile partendo dal lordo bisogna considerare le numerose variabili previste per passare dall’importo lordo all’importo netto: ritenute e detrazioni fiscali, ritenute contributive ed assistenziali, bonus, ecc.

    Sei sono i dati necessari per calcolare lo stipendio netto mensile:

    • stipendio lordo;
    • imposte;
    • contributi previdenziali;
    • agevolazioni fiscali riconosciute (come gli assegni familiari);
    • detrazioni fiscali;
    • diritto al bonus Irpef (ex bonus Renzi).

    Vediamo quindi, passo per passo, come fare il calcolo.

    Calcolo stipendio netto partendo dal lordo: come fare? Istruzioni ed esempio

    La busta paga è la base di partenza per poter fare il calcolo dello stipendio netto mensile.

    I dati da individuare per calcolare la retribuzione sono principalmente due:

    • somme trattenute ai fini fiscali e previdenziali al lavoratore;
    • calendario presenze con il riepilogo del numero di ore lavorate e di assenza, permessi e ferie.

    La voce più importante da verificare è il cosiddetto lordo mensile ossia la prima voce di stipendio lordo che è data dal valore della tariffa oraria applicata dal contratto nazionale per quella tipologia di lavoro per il numero delle ore lavorate nel mese.

    Successivamente si andrà ad aumentare questo valore con eventuali straordinari, rimborsi a piè di lista, diarie per missioni all’esterno.

    Per calcolare lo stipendio bisognerà quindi considerare le trattenute effettuate, cioè:

    • contributi INPS a carico del lavoratore dipendente;
    • eventuali assegni familiari;
    • trattenute Irpef;
    • detrazioni dal lavoro dipendente;
    • eventuali detrazioni per carichi di famiglia;
    • addizionali regionali e comunali;
    • Bonus Renzi.

    Calcolo stipendio netto dal lordo al netto: step due

    Si arriva quindi al punto centrale della trattazione, ossia quali sono i calcoli da fare per arrivare allo stipendio netto partendo dallo stipendio lordo.

    Le formule di calcolo ed i passaggi che portano alla determinazione dello stipendio netto mensile, partendo dalla retribuzione lorda, si possono così sintetizzare:

    • Reddito imponibile = Retribuzione lorda - Contributi INPS a carico dipendente;
    • Imposta lorda = Irpef + Addizionale Irpef regionale + Addizionale Irpef comunale;
    • Detrazioni = Detrazione da lavoro dipendente + eventuale detrazione per carichi di famiglia;
    • Imposta netta = Imposta lorda – Detrazioni;
    • Retribuzione netta = Reddito imponibile - Imposta netta + eventuale bonus Renzi.

    I lettori interessati possono adesso mettere in pratica quanto appreso sinora grazie al software di calcolo gratuito elaborato dalla redazione di Informazione Fiscale ed utile per calcolare il netto dello stipendio mensile.

    Andiamo ad esplicare quindi le principali voci oggetto di calcolo.

    Calcolo stipendio netto: gli importi dei contributi previdenziali INPS

    L’aliquota contributiva vigente a carico del lavoratore è pari a 9,19% (dal calcolare sull’imponibile lordo), l’aliquota a carico del datore di lavoro (non viene indicata in busta paga) varia a seconda dei settori di appartenenza, come stabilito dalle tabelle pubblicate annualmente dall’Inps.

    Per alcune categorie di lavoratori, ad esempio apprendisti, dirigenti, lavoratori dello spettacolo, giornalisti, lavoratori del settore agricolo, sono previste aliquote contributive o fasce imponibili differenti.

    Calcolo stipendio netto, le trattenute Irpef in busta paga: aliquote e scaglioni 2020

    Il sistema di tassazione ordinaria delle retribuzioni è basato sul “principio della ritenuta alla fonte”; il datore di lavoro infatti, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i versamenti mensili per conto del lavoratore trattenendo gli importi da lui dovuti direttamente dalla retribuzione mensile.

    L’imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo le seguenti aliquote per scaglioni di reddito Irpef 2020:

    • fino a 15.000 euro: 23%;
    • oltre 15.000 euro fino a 28.000 euro: 27%;
    • oltre 28.000 euro fino a 55.000 euro: 38%;
    • oltre 55.000 euro fino a 75.000 euro: 41%;
    • oltre 75.000 euro: 43%.

    Calcolo stipendio netto: le detrazioni fiscali

    Le detrazioni per lavoro dipendente riducono l’imposta Irpef da pagare e spettano se alla formazione del reddito complessivo concorrono appunto i redditi derivanti da rapporto di lavoro dipendente (compreso lavoro a domicilio, se considerato dipendente) e quelli assimilati.

    Per calcolare lo stipendio netto bisogna quindi considerare anche le detrazioni riconosciute sui redditi da lavoro e per i familiari a carico (qui la guida completa).

    Calcolo stipendio netto: le addizionali Irpef regionali e comunali

    Sull’imponibile determinato ai fini Irpef, viene, poi, applicata un’addizionale regionale pari allo 0,9% su tutto il territorio nazionale, che può essere aumentata, da ogni singola Regione, fino ad un massimo dell’1,4%. Le addizionali regionali devono essere versate alle Regioni di residenza, l’importo dovuto è trattenuto in rate mensili, di numero massimo pari a 11.

    La trattenuta nella busta paga è così effettuata:

    • da Marzo a Novembre: di un acconto pari al 30% dell’addizionale comunale dell’anno in corso;
    • da Gennaio a Novembre: del saldo dell’addizionale comunale relativa all’anno precedente.

    Calcolo stipendio netto e bonus da 80 a 100 euro

    Incide sul calcolo dello stipendio netto anche l’ex bonus Renzi, trasformato dal 1° luglio 2020 nel credito d’imposta e nella detrazione riconosciuta per il taglio al cuneo fiscale e stabilizzato, nella sua nuova formula dalla Legge di Bilancio 2021.

    Nell’infografica di seguito allegata proponiamo un utile riepilogo degli importi spettanti in base all’importo del reddito percepito:

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  • Esonero contributivo per assunzioni donne 2021: i requisiti soggettivi

    Informazione Fiscale Jan 20, 2021 | 18:55 pm

    Esonero contributivo per assunzioni donne 2021: i requisiti soggettivi

    Esonero contributivo per l'assunzione di donne nel 2021: la Legge di Bilancio ha richiamato la misura già prevista dalla Legge Fornero modificando l'importo dell'esonero contributivo, ma lasciando inalterati i requisiti soggettivi per accedere all'agevolazione. Questo è uno degli aspetti analizzati dall'approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 19 gennaio 2021.

    Esonero contributivo per assunzione di donne nel 2021: l’agevolazione è prevista dall’ultima Legge di Bilancio che richiama la disciplina contenuta nella Legge 28 giugno 2012 n. 92 (Legge Fornero), mantenendo inalterati i requisiti soggettivi richiesti.

    La manovra 2021, infatti, ha previsto in via sperimentale per il biennio 2021- 2022, lo sgravio contributivo totale in favore dei datori di lavoro che assumono donne nel rispetto di determinate condizioni.

    L’agevolazione richiama espressamente la Legge Fornero che già contempla, per chi assume donne con specifici requisiti, lo sgravio degli oneri contributivi fino al 50%, requisiti che, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, sono rimasti gli stessi.

    Questo è uno degli aspetti analizzati dall’approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro pubblicato il 19 gennaio del 2021.

    Esonero contributivo per assunzioni donne nel 2021: i requisiti soggettivi

    Lo sgravio contributivo è stato ripreso dalla Legge di Bilancio 2021 dall’articolo 1, commi 16-19 che ha, essenzialmente, richiamato la vecchia disciplina e apportato alcune modifiche in ordine soprattutto all’importo e ai contratti di lavoro la cui stipula ammette il beneficio.

    Consulenti del Lavoro- approfondimento del 19 gennaio 2021 esonero contributivo assunzioni donne requisiti soggettivi
    Approfondimento Consulenti del Lavoro su esonero contributivo per l’assunzione di donne focus su requisiti soggettivi

    I requisiti soggettivi delle donne assunte per l’esonero totale rimangono invariati rispetto a quelli già individuati dalla Legge Fornero, ossia quelli previsti dall’articolo 4, comma 11, della Legge:

    • Donne che abbiano compiuto almeno 50 anni e che non lavorino da oltre dodici mesi, a prescindere da dove siano residenti.
    • Donne di qualsiasi età che sono prive di impiego da almeno sei mesi e che abbiano svolto una professione in cui è presente una forte disparità occupazionale di genere (per il 2021 queste occupazioni sono individuate dal Decreto Ministeriale del 16 ottobre 2020;
    • donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.
    • Donne di qualsiasi età, prive di un impiego da almeno sei mesi e che siano residenti nei territori per cui sono stati stanziati i fondi strutturali dell’Unione Europea.

    Con riguardo a quest’ultima categoria, le aree di riferimento sono quelle individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione Europea che comprende, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna ed altre zone.

    Le donne residenti in queste aree, peraltro, non devono aver avuto un impiego “regolarmente retribuito”.

    Un rapporto di lavoro non regolarmente retribuito si concretizza, fra l’altro, in due casi:

    • un rapporto di lavoro subordinato della durata inferiore ai sei mesi;
    • un lavoro in forma autonoma o parasubordinata per cui si è percepito un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale lordo, secondo quanto previsto dall’art. 13 del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR).

    Esonero contributivo per l’assunzione di donne: le modifiche introdotte dalle Legge di Bilancio 2021

    La legge di Bilancio ha previsto che l’esonero al 100% si applica ai contratti a tempo indeterminato stipulati dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2022 e alle trasformazioni dei contratti a tempo determinato in indeterminato nello stesso periodo.

    I datori di lavoro che stipulano contratti a tempo determinato, dunque, potranno solo fruire dell’agevolazione al 50% prevista dalla Legge Fornero che rimane comunque valida.

    Infine, si ricorda che l’importo massimo previsto dalla Manovra è pari a 6.000 euro annui.

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  • Modello ISEE 2021, l’elenco dei documenti necessari per la DSU

    Informazione Fiscale Jan 20, 2021 | 18:37 pm

    Modello ISEE 2021, l’elenco dei documenti necessari per la DSU

    Modello ISEE 2021, quali sono i documenti necessari per procedere con la DSU, dichiarazione sostitutiva unica? Dalle informazioni sui redditi e i patrimoni a quelle sulla composizione del nucleo familiare: l'elenco degli elementi utili per calcolare l'indicatore della situazione economica equivalente. Una panoramica.

    Quali sono i documenti necessari per il Modello ISEE 2021? Sono diversi i dati da considerare per procedere con la DSU, dichiarazione sostitutiva unica e i fattori su cui si calcola l’indicatore della situazione economica equivalente.

    Una panoramica completa su tutti gli elementi utili per ottenere il modello ISEE 2021, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente utilizzato per valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie: dalle informazioni che riguardano la composizione del nucleo familiare fino ai redditi e ai conti.

    Essendo lo strumento che permette ai cittadini di accedere a una serie di agevolazioni e prestazioni previste, dal reddito di cittadinanza ai bonus specifici per le famiglie come il bonus asilo nido, calcolare l’ISEE 2021 è fondamentale.

    I documenti per la DSU devono essere forniti all’INPS o a uno dei CAF convenzionati per ottenere il modello ISEE 2021.

    In alternativa si può ottenere anche scegliendo la formula precompilata che ha debuttato nel 2020 in via sperimentale e si basa sulla presenza di dati già forniti dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS, a cui vanno aggiunti quelli autodichiarati da parte del cittadino.

    Inoltre con diversi interventi sulla normativa di riferimento, è stato introdotto un nuovo periodo di validità rispetto al passato: tutti i modelli ISEE richiesti e rilasciati dal 1° gennaio 2020 hanno validità fino all’ultimo giorno dell’anno. E quindi anche per il 2021 la scadenza segue l’anno solare.

    Elenco documenti ISEE 2021 da presentare al CAF o all’INPS

    A fornire le indicazioni dettagliate sul modello ISEE anno per anno è il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Per il 2021 non ci sono ancora specifiche istruzioni, ma è possibile tracciare un elenco dei documenti necessari da fornire all’INPS o al CAF partendo dalle ultime indicazioni fornite.

    Sono principalmente quattro le tipologie di documenti necessari per presentare la DSU e ottenere il modello ISEE 2021:

    • documenti anagrafici del dichiarante e del proprio nucleo familiare;
    • documenti relativi ai redditi percepiti;
    • documenti del patrimonio mobiliare e immobiliare.
    • documentazione aggiuntiva da presentare in caso di disabilità.

    Le diverse categorie di documenti permettono di avere un quadro completo della situazione economica della famiglia che richiede la certificazione. Il risultato dipende dai valori indicati nei documenti rapportati alla scala di equivalenza.

    Documenti ISEE 2021: dichiarante e nucleo familiare

    Le prime informazioni da acquisire per presentare la DSU sono i dati di chi sottoscrive la dichiarazione e quelli del nucleo familiare di cui fa parte:

    • documento d’identità in corso di validità del dichiarante;
    • tessera sanitaria del dichiarante e dei componenti del nucleo familiare;
    • copia del contratto di locazione con estremi di registrazione e relative ricevute di pagamento, in caso di affitto.

    Documenti ISEE 2021: necessaria la dichiarazione dei redditi

    Entrando più nel vivo degli elementi che permettono di calcolare l’ISEE 2021, Indicatore della situazione economica equivalente, un posto di primo piano spetta ai documenti che riguardano la situazione reddituale:

    • modello 730 o modello Redditi 2020 con riferimento al periodo di imposta 2019;
    • certificazione Unica 2020;
    • dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli;
    • assegni percepiti o corrisposti nel 2019 per coniuge e figli;
    • redditi da lavoro dipendente prestato all’estero e tassato esclusivamente nello stato estero;
    • altre certificazioni reddituali attestanti ad esempio compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, borse e/o assegni di studio.

    Secondo le novità introdotte nel corso del 2019, per il calcolo della DSU è necessario prendere come riferimento i dati di due anni prima sia per i redditi che per i patrimoni: per il 2021, quindi, valgono i dati del 2019.

    In altre parole nel 2021 sarà, ad esempio, necessario utilizzare la dichiarazione dei redditi 2020 che a sua volta riporta i dati del 2019.

    Documenti ISEE 2021, necessari documenti sul patrimonio mobiliare e immobiliare

    Infine tra i fattori determinanti per il modello ISEE 2021 di un nucleo familiare bisogna considerare il patrimonio mobiliare e immobiliare.

    Nella lista di documenti necessari bisogna considerare, quindi, anche tutti i documenti che seguono:

    • saldo contabile dei depositi bancari e postali;
    • estratti conto con giacenza media annuale dei depositi bancari e postali al 31 dicembre 2019;
    • azioni o quote detenute presso società od organismi di investimento collettivo di risparmio;
    • tipologia e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell’istituto bancario o società di gestione del patrimonio, data di apertura ed eventualmente di chiusura dei rapporti patrimoniali;
    • dati patrimonio immobiliare così come risultanti da visura catastale;
    • patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio presentato ovvero somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti, solo per lavoratori autonomi e società;
    • certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati,
    • terreni agricoli, aree edificabili). Valore IVIE dell’immobili detenuti all’estero;
    • atto notarile di donazione di immobili (solo per le richieste di prestazioni sociosanitarie residenziali);
    • certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà;
    • targa o estremi di registrazione al P.R.A. di autoveicoli o motoveicoli di proprietà con cilindrata pari o superiore a 500 cc;
    • targa o estremi di registrazione al R.I.D. di navi e imbarcazioni da diporto.

    Documenti ISEE 2021 documenti da presentare in caso di disabilità

    Passata a rassegna la lista di documenti necessari per il modello ISEE 2021, è necessario specificare che nel caso in cui il dichiarante stesso o un componente del nucleo familiare sia affetto da disabilità bisogna fornire altre informazioni:

    • certificazione della disabilità (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio);
    • certificati di eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU).

    Non ci dovrebbero essere particolari novità sull’elenco di dati da fornire per conoscere il proprio indicatore della situazione economica equivalente, ma per eventuali altre informazioni si attendono le istruzioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali aggiornate al 2021.

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